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LE CONSEGUENZE DELL'INDUSTRIALIZZAZIONE

LA GERMANIA

 

Sciopero

Voglio uno sciopero in cui ci siamo tutti.

Uno sciopero di braccia, gambe, capelli,

uno sciopero che nasca da ogni corpo.

Voglio uno sciopero

di operai                  di colombe

di tassisti                di fiori

di tecnici                       di bambini

di medici                  di donne.

Voglio uno sciopero grande,

che raggiunga anche l'amore.

Uno sciopero dove tutto si fermi,

l'orologio                  le fabbriche

la scuola                   i collegi

il bus                         gli ospedali

le strade                   i porti.

 

Uno sciopero di occhi, di mani e di baci.

Uno sciopero dove respirare non sia permesso,

uno sciopero dove nasca il silenzio

per ascoltare i passi

del tiranno in fuga.

                                      (Gioconda Belli)

 

 

 

LA PRIMA RIVOLUZIONE INDUSTRIALE

LE CONSEGUENZE DELL’INDUSTRIALIZZAZIONE

La I Rivoluzione industriale ebbe origine in Inghilterra nel Settecento e portò a cambiamenti profondi nel modo di produrre e di vivere.

Le colonie davano agli inglesi materie prime (lana, cotone…) che  lavoravano facendole diventare prodotti finiti.

Prima del Settecento in Inghilterra c’erano molti campi per i contadini poveri che riuscivano a sopravvivere, ma dalla Rivoluzione Industriale i ricchi occuparono tutti i campi che furono recintati e quindi i contadini poveri rimasero disoccupati.

L’ Inghilterra era ricca di miniere di carbone e di ferro e per estrarre questi minerali, costruirono dei macchinari. Watt costruì la macchina a vapore che è una invenzione fondamentale perché permise di estrarre l’acqua dal terreno con minor fatica.

Con la Rivoluzione industriale nacquero anche le fabbriche in cui lavoravano i proletari che possedevano solo i figli ( perché il lavoro dei campi era troppo duro).

 

LA SECONDA RIVOLUZIONE INDUSTRIALE

 

 

La II Rivoluzione industriale nacque nell’ Ottocento perché l’ industria si sviluppava in un modo incredibile.

In Inghilterra, in Germania, in Francia e negli Stati Uniti (i paesi più industrializzati) l’industria interessava la maggior parte della popolazione. L’ industria si sviluppava anche con la lavorazione dei metalli e dell’energia elettrica che cambiò anche il modo di vivere.

L’elettricità permise di inventare il tram elettrico, il telegrafo e il telefono. Prima del XIX sec. Il 90% della popolazione lavorava la terra, ma dopo le Rivoluzioni industriali è il 90% che lavora l’industria.

Questo significa che l’industria sostituisce l’agricoltura anche nella produzione del cibo.

Prima della Rivoluzione chi era figlio di un contadino faceva il contadino e quindi aveva meno libertà, ma dopo la Rivoluzione chi nasceva contadino poteva anche fare l’industriale perché poteva essere più istruito ed era anche più libero di fare la sua scelta.

 

 

LE CONDIZIONI DEGLI OPERAI

 

Le nuove macchine erano facili da usare, infatti in fabbrica lavoravano anche bambini e donne che venivano pagati a basso prezzo. I bambini iniziavano a lavorare da 5-6 anni e le ore di lavoro li rendevano deboli e malaticci.

I bambini lavoravano anche nelle miniere perché erano bassi e potevano entrare facilmente nei cunicoli.

Nelle industrie tessili in Inghilterra si lavorava dall’alba al tramonto e  quindi circa 15 o 16 ore con piccole pause per il pasto.

Nel passato gli inglesi vivevano in campagna, ma dopo la Rivoluzione vivevano nelle città perché gli abitanti continuavano ad aumentare. Dalla I Rivoluzione industriale la gente viveva nel fumo per colpa delle fabbriche e rischiavano di prendere malattie respiratorie.

Molti contadini lasciarono le campagne e si trasferirono in città preferendo un basso salario rispetto alla fame. Quindi intorno alle fabbriche si formarono delle case per dormire e le città si allargarono…

Chi trasse più vantaggio furono i proprietari delle fabbriche che continuavano a guadagnare soldi.

Uno scrittore di quel tempo scrive che i bambini lavorando si rinforzano i muscoli, ma si indeboliscono perché non hanno cibo. Ancora oggi i bambini poveri lavorano: nei paesi più poveri producono scarpe, abiti e giocattoli.

Nelle miniere ci potevano essere crolli, esplosioni e l’ acqua poteva improvvisamente allagarle.

I bambini potevano morire perché respiravano fumo, olio e gli poteva venire l’ asma.

 

L’industria portò ad una maggiore indipendenza economica. Nel passato gli anziani nel lavoro del contadino erano più saggi, ma nelle industrie sono quelli meno abili nel lavoro.

E da lì nacque la pensione, che divenne un diritto, quindi le persone quando arrivano ad una certa età possono riposarsi nell’ultima parte della loro vita.

Anche gli orari di lavoro cambiarono: ci furono orari fissi, al posto        di 15  ore al giorno si lavora 9 ore al giorno (con l’invenzione della corrente elettrica di sera si può vedere meglio). Con questi orari dimezzati nacque il tempo libero,

Inoltre grazie all’aumento delle conoscenze mediche la vita di molta gente durò di più e i bambini morirono sempre di meno.

 

LA QUESTIONE SOCIALE

 

Già ai tempi di Robert Owen, un industriale inglese che visse nell’Ottocento, gli operai capirono che era necessario riunirsi per difendere i loro diritti.

All’inizio c’era la società di mutuo soccorso che era una associazione in cui si raccoglieva una parte del risparmio di tutti e,  in caso di incidenti o malattie, si usa per aiutare le persone che non potevano lavorare e quindi ricevere un salario.

In seguito nacquero i sindacati operai che erano associazioni di lavoratori i cui rappresentanti si battevano per avere un salario più giusto, orari di lavoro meno pesanti e una pensione per la vecchiaia.

Per fare approvare le loro richieste utilizzarono lo sciopero.

Lo sciopero è una protesta che serve ad ottenere dei risultati. Ancora oggi i lavoratori scioperano perché è scaduto il loro contratto oppure per chiedere miglioramenti nelle condizioni di lavoro.

All’inizio i padroni non lo approvarono, ma dopo gli Stati difesero i diritti degli operai. Anche il Papa Leone XIII capì l’importanza di questa questione e scrisse una enciclica (una lettera) ai Vescovi per far capire ai padroni l’importanza dei diritti dei lavoratori.

Lo sviluppo industriale in Europa continuava ad aumentare e dava prodotti sempre migliori.

La condizione degli operai però diventava sempre peggiore e aveva bisogno di soluzioni.

Karl Marx e Friedrich  Engels pensavano che i lavoratori dovevano “sconfiggere” il capitalismo, cioè il fatto che alcune persone possedevano tutti i capitali, cioè il denaro. Occorreva eliminare lo sfruttamento delle persone, queste idee si chiamarono marxsismo. Da qui si formarono i partiti politici che lottavano per la difesa dei diritti dei lavoratori con gli scioperi.

In Italia l’industria si sviluppò alla fine dell’ Ottocento e nel giro di pochi anni costruirono grandi fabbriche, però in Italia c’era una crisi economica perché gli operai erano in una brutta condizione.

Nel 1904 ci fu il primo sciopero che coinvolgeva tutti gli operai.

 

LE LEGGI DEL LAVORO

Ogni lavoratore ha un contratto, a seconda del lavoro che svolge. Il contratto di lavoro è un accordo tra i lavoratori e le aziende di un determinato settore, stabilisce le condizioni che devono rispettare i lavoratori e gli imprenditori.

Il contratto definisce: lo stipendio, gli orari, le ferie etc

Altre leggi che riguardano il lavoro sono contenute Codice civile e nello Statuto dei lavoratori.

Esse regolano il mondo del lavoro:  stabiliscono che il lavoratore e il padrone hanno dei diritti e dei doveri.

Alcuni DIRITTI del lavoratore

¨        Essere trattati con rispetto

¨        Poter esprimere il proprio pensiero

¨        Scegliersi un sindacato e iscriversi

Alcuni DOVERI del lavoratore

¨              Rispettare l’orario

¨              Eseguire le consegne del capo

¨              Svolgere il lavoro con attenzione

 

 

 

 

LA DISOCCUPAZIONE

 

Un problema legato al mondo del lavoro è quello della disoccupazione

In Italia ci sono il 12,7% dei disoccupati e sono distribuiti in questo modo:

NORD

6,9%

CENTRO

10,4%

SUD

21,2%

 

 

L’URBANIZZAZIONE

 

Una delle conseguenze della Rivoluzione industriale e del progresso è la nascita di città grandi vicino alle industrie.

Nel 1950 gli abitanti delle città erano circa 300 milioni; oggi, invece, sono 3 miliardi. Questo perché le città in poco tempo si sono ingrandite con l’arrivo di numerose persone: molti contadini si sono trasferiti nel centro urbano, visto che l’ agricoltura richiedeva meno gente, attirati dalla crescita delle industrie e delle attività terziarie.

 

LE METROPOLI E LA SITUAZIONE EUROPEA

 

Gli stranieri che cercano migliori condizioni di vita sono attirati dalle città dei paesi più sviluppati, così le zone di campagna si trasformano in quartieri di periferia, occupati da case, industrie, uffici: molte città sono diventate così delle metropoli,   cioè grandi città che superarono il milione di abitanti.  

 

 

LE MEGALOPOLI

 

Molte metropoli vicine, con attività legate fra loro si chiamano megalopoli: la più famosa si trova sulla costa atlantica degli Stati Uniti e comprende diverse città (Boston, New York, Filadelfia, Baltimora e Washington).

I paesaggi urbani sono simili in tutto il mondo, ma hanno aspetti unici legati all’ambiente fisico, al clima, alle attività e alle vicende storiche.

Per le città complesse, cioè per le megalopoli, è molta la quantità di energia e di risorse che serve per il loro funzionamento, a tal proposito  i satelliti artificiali ci danno importanti informazioni sulla presenza, ad esempio, di risorse nascoste nel sottosuolo.

Merci e persone viaggiano attraverso le vie di comunicazione assai numerose. Oggi una grande città ha bisogno di diffondere velocemente numerose notizie e per questo ci sono anche le “autostrade informatiche”, che sono invisibili, ma usate da tutti.

 

UNA METROPOLI DIVERSA: L’ECOPOLI

 

Ci sono anche città costruite secondo criteri ecologici: le ecopoli. Intorno al centro della città, per chilometri ci sono quartieri immersi nel verde a “ misura d’uomo”, come nella città di Adelaide in Australia.

L’uomo ha bisogno di sfruttare in modo diverso il territorio con lo scopo di conservarlo e proteggerlo, prima che ci siano conseguenze negative senza possibilità di rimedio. Bisognava trovare un nuovo metodo: risanare quartieri della città e progettare nuove costruzioni secondo criteri ecologici.

 

L’INQUINAMENTO

Il progresso continua ad andare avanti senza sosta, ma ci sono nuovi problemi: uno, appena esaminato, è quello di costruire città più vivibili, a misura d’uomo, l’altro è quello delle macchine che hanno sostituito l’uomo, creando un grave problema: l’INQUINAMENTO.

 

 

INQUINAMENTO DELL’ARIA

La terra è avvolta dall’atmosfera, che fa vivere tutti gli organismi viventi grazie ai gas che la formano; importanti sono l’ossigeno per la respirazione e l’anidride carbonica per la fotosintesi svolta dalle piante.

 

A.         EFFETTO SERRA

L’anidride carbonica, nell’aria, forma una specie di mantello che mantiene la Terra alla giusta temperatura, ma se è in quantità maggiore di quella usata nel processo della fotosintesi si ha la rottura dell’equilibrio naturale e si genera l’effetto serra, e con questo fenomeno si alzerà la temperatura del pianeta. Per risolvere questo problema bisogna usare energia pulita (solare, eolica,idroelettrica…)

 

 

B.          I BUCHI NELL’OZONO

Un altro fenomeno che inquina l’aria è provocato da sostanze chimiche (clorofluorocarburi o CFC) che si trovano soprattutto nelle bombolette spray e, diffondendosi nell’aria, formano i buchi nell’ozono. L’ozono è un gas presente nell’atmosfera che protegge la Terra dalle radiazioni ultraviolette del Sole.

La soluzione di questo problema è di sostituire i CFC con sostanze innocue (idrofluorocarburi).

 

C.          LE PIOGGE ACIDE

Un'altra forma di inquinamento dell’aria è provocata  da altri gas nocivi, emessi dalle auto, dagli impianti di riscaldamento e dalle industrie: essi si combinano con il vapore acqueo e formano composti acidi che cadono sotto forma di piogge acide. Queste provocano danni alle foreste, alla fauna dei laghi e dei fiumi e ai monumenti; il vapore acqueo contenente gli inquinanti si sposta da un posto all’altro grazie ai venti e le piogge, quindi, possono colpire anche zone molto lontane dal luogo dove si sono formate..

La soluzione di questo fenomeno non è semplice: bisogna limitare l’uso dei combustibili e il traffico, diffondere dei prodotti che non inquinano molto e usare fonti di energia pulite.

 

D.          LO SMOG

La forma più diffusa dell’inquinamento dell’aria è lo smog: un miscuglio di polveri e gas inquinanti, provocati dagli scarichi delle auto e degli impianti di riscaldamento. Nelle più grandi città la qualità dell’aria è controllata da centraline.

 

INQUINAMENTO DELL’ACQUA

Il nostro pianeta è occupato soprattutto dall’acqua, una risorsa fondamentale per la vita degli organismi viventi.

Le cause dell’inquinamento possono essere diverse.

 

Una di queste è rappresentata dalle acque scaricate dalle abitazioni, dagli allevamenti e dalle industrie che vengono buttate nei corsi d’acqua senza essere depurate.

Molti rifiuti non subiscono l’attacco degli organismi decompositori e si accumulano nei fondali dei corsi d’acqua o in superficie; non fanno passare la luce e impediscono gli scambi di ossigeno e quindi si provoca la morte di animali e di piante.

 

Un altro inquinamento dell’acqua è l’eutrofizzazione: nei corsi d’acqua si accumulano sostanze nutrienti provenienti soprattutto dai concimi che provocano un aumento spropositato delle alghe, involontariamente “concimate”.

 

Un'altra forma di inquinamento è provocata dagli scarichi provenienti dalle industrie e dall’uso di pesticidi che possono diffondere metalli velenosi nelle acque di fiumi, laghi e mari, con conseguenze dannose sugli animali e sull’uomo.

La soluzione di questo problema consiste nella depurazione dell’acqua degli scarichi industriali, civili e agricoli, nell’usare meno prodotti chimici, nell’usare di più i materiali biodegradabili e nel rispettare le leggi che difendono l’acqua.

 

INQUINAMENTO DEL SUOLO

La maggior parte delle attività umane è legata al suolo, infatti è utilizzato per coltivare, per costruire, per allevare gli animali e per scambiare merci attraverso le vie di comunicazione, ma viene anche inquinato.

Il suolo viene inquinato:

 

COL VELENO

I contadini, spruzzano insetticidi sui frutti e sulle piante e diserbanti sul terreno, ma non si accorgono che avvelenano tutto quello che toccano e quindi anche il suolo viene inquinato. L’acqua piovana e quella usata per le irrigazioni trasportano i veleni dalla pianta al terreno, dal terreno alle sorgenti d’acqua o da esso ai fiumi, ai laghi, ai mari.

CON I RIFIUTI

Il problema dei rifiuti riguarda in particolare i paesi più ricchi perché consumano di più, dato che hanno più soldi,  

infatti comprano molte cose fra cui gli “usa e getta” che fanno la fortuna dei commercianti perché obbligano a consumare di più.

MODIFICANDOLO

La Terra è un ambiente soprattutto artificiale, perché l’uomo continua a costruire.

Però, per costruire, si occupa terreno e quindi diminuisce lo spazio per coltivare; a causa di questo fenomeno manca il cibo per i paesi più poveri dove la popolazione aumenta.

 

A.         La soluzione dell’inquinamento del suolo, causato dai veleni (pesticidi, diserbanti, fertilizzanti, piogge acide) è in parte legata al controllo dell’inquinamento dell’aria e dell’acqua; infatti il suolo collega gli altri due ambienti.

 

 

B.          Le soluzioni del problema dei rifiuti sono tre:

INCENERIMENTO

L’incenerimento consiste nel bruciare i rifiuti con i forni inceneritori a 1200°.

DISCARICA CONTROLLATA

In un’area pianeggiante mettono un telo impermeabile in cui ci vanno i rifiuti che vengono poi ricoperti da massi. Grazie ai teli il terreno non viene contaminato.

COMPOSTAGGIO

Il compostaggio serve per recuperare scarti di piante, rifiuti di cucina…, i rifiuti vengono messi a strati in apposite casse. L’aria passa e i rifiuti si trasformano in humus (compost), un terriccio usato in agricoltura come fertilizzante naturale.

 

C. Il suolo è una risorsa esauribile, pertanto le modifiche, le costruzioni vanno programmate e progettate secondo criteri ecologici. L’ecopoli è un esempio di costruzione fatta secondo criteri ecologici. 

 

 

LA GERMANIA

 

 

 


 

CARTE D’IDENTITÀ A CONFRONTO

 

GERMANIA

ITALIA

 

Governo: repubblica federale

Governo: repubblica

Superficie: 357 237 kmq

Superficie: 301 337 kmq

Popolazione: 82 170 000 ab.

Popolazione: 57 596 097 ab.

Densità: 230 ab/kmq

Densità: 191 ab/kmq

Capitale: Berlino 3 425 759 ab.

Capitale: Roma 2 645 717 ab.

Lingua: Tedesco

Lingua: Italiano

Moneta: euro

Moneta: euro

Religione: Protestante 41,2% ,        Cattolica 40,6% ,

Musulmana 3%

Religione: cattolica in grande maggioranza, con minoranze protestanti, ortodosse, musulmana, e circa 35000 ebrei

Utilizzo del territorio: 33,8% colture, 14,8% prati e pascoli, 29,9% boschi, 21,5% incolto

Utilizzo del territorio: 39,4% colture, 16,2% prati e pascoli, 22,4% boschi, 22% incolto

Addetti:  3% agricoltura,

                    34% industria,

                    63 % terziario

Addetti: 5,4 % agricoltura,

                    32% industria,    

                    62,6 % terziario

Urbanizzazione: 86,9% della popolazione

Urbanizzazione: 66,7% della popolazione

Analfabeti: 1%

Analfabeti: 1,7%

Turisti: 15 837 000 (1997)

Turisti: 32 094 000

Reddito Pro capite: 28 280 $

Reddito Pro capite: 20 170 $

 

 

 

 

 

TERRITORIO

 

La Germania confina:

a nord con la Danimarca ed è bagnata dal Mare del Nord e dal Mar Baltico,

a est confina con la Polonia, la Repubblica Ceca,

al sud con l’Austria e la Svizzera

e a ovest con i Paesi Bassi, il Belgio, la Francia e il Lussemburgo.

A sud, il territorio é montuoso perché c’è il versante settentrionale delle Alpi ( il monte più alto della Germania è Zugspitze a 2963 m), anche il centro è caratterizzato da rilievi, ossia da antichi monti erosi dal tempo, invece il nord è pianeggiante: una parte è incolta e c’è poca gente, un’altra parte vicina a città importanti è ricca di boschi, foreste, praterie e colture.

Al nord ci sono temperature moderate e precipitazioni abbondanti, al centro inverni rigidi con abbondanti precipitazioni nevose,

 a sud ci sono precipitazioni estive e la temperatura diurna è molto diversa da quella notturna: di giorno ci può essere molto caldo e  di notte può fare molto freddo.

La Germania ha dei fiumi molto importanti perché sono navigabili: l’Oder che sfocia nel Mar Baltico, l’Elba, il Weser e l’Ems nel Mar del Nord e il Reno che, dopo aver attraversato la Germania, percorre l’Olanda e sfocia nel Mar del Nord.

L’uomo per potenziare la navigabilità dei fiumi ha costruito dei canali, alcuni di questi  collegano il Reno con fiumi importanti come l’Elba e il Rodano.

 

POPOLAZIONE

 

La Germania ha come capitale Berlino dall’inizio degli anni novanta, cioè da quando la Germania dell’Ovest e la Germania dell’Est si sono unite formando un unico stato.

Alla fine della II Guerra Mondiale la Germania fu divisa in due stati e a Berlino, capitale della Germania dell’Est,  costruirono un muro, che fu chiamato anche “il muro della vergogna”, per isolare una parte della città (appartenente alla Germania Occidentale).

Il 22 dicembre 1989 i Tedeschi si recarono al muro per festeggiare perché veniva abbattuto e quindi da lì le due Germanie si riunirono. 

 

 

E’ la III potenza industriale del Mondo: industrialmente è inferiore a Stati Uniti e Giappone, ma è largamente superiore a Francia, Italia e Gran Bretagna. Ci sono molte materie prime come il carbone, zinco, piombo e ferro. Nell’industria, in particolare, si producono: materiale ferroviario, veicoli di trasporto e macchine agricole… Importante è pure la produzione elettrotecnica.

L’ agricoltura è meno importante, se ne occupa solo il 2 % della popolazione; si allevano soprattutto i bovini e i suini e infatti con la loro carne si fanno i wurstel.

Sono molto bravi a produrre e questo favorisce le esportazioni, infatti la gente continua a richiedere prodotti tedeschi per la loro qualità.

Dagli altri stati importano alimentari,  petrolio,  metalli e  tessuti.

La Germania è  ricca di vie di comunicazioni, sia grazie ai porti che agli aeroporti, che sono tra i più organizzati del Mondo, sia grazie ai fiumi che sono vie di comunicazione importanti, attraverso il Reno ad esempio si trasportano merci.

La Germania ospita molti turisti, soprattutto destinati alla Selva Nera, ma anche i Tedeschi si muovono come turisti, soprattutto verso la Scandinavia, l’Italia, la Spagna e la Grecia.