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PIANO
DELL'OFFERTA FORMATIVA a.s. 2009/10
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| Il POF e' il documento fondamentale della scuola perché delinea il suo orientamento pedagogico e culturale e contiene i percorsi didattici e i principi formativi che li guidano. E in più tutti i progetti per l’ampliamento dell’offerta formativa | |||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
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Integrazione alunni diversamente abili
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Il maestro deve “…ogni mattina ricominciare da capo: la materia, il concreto sfuggono da tutte le parti, sono un continuo miraggio che dà illusioni di perfezione. Lascio la sera i ragazzi in piena fase di ordine e volontà di sapere - partecipi, infervorati - e li trovo il giorno dopo ricaduti nella freddezza e nell’indifferenza. (…) per fare studiare i ragazzi volentieri, entusiasmarli, occorre ben altro che adottare un metodo più moderno e intelligente. Si tratta di sfumature, di sfumature rischiose ed emozionanti … bisogna tener conto in concreto delle contraddizioni, dell’irrazionale e del puro vivente che è in noi. (…) può educare solo chi sa cosa significa amare.”
P.P. Pasolini, Romàns, Guanda, Parma 1994
Potrei scrivere parole severe che ripercorrano testi importanti e idee illuminanti. Potrei iniziare riaffermando il nostro credo nella Costituzione, potrei rivisitare i paradigmi pedagogici di ricercatori famosi come Bruner o ricordare la coraggiosa e lucida lezione di Don Milani, potrei riprendere i libri di Paolo Freire che in Brasile educava alla liberazione degli oppressi e infine potrei concludere ricordando l’impegno assunto dal vertice europeo di Lisbona del 2000 che ha messo al centro delle politiche nazionali un grande progetto educativo e formativo. La trattazione sarebbe interessante, grazie alle fonti autorevoli che ispirano il nostro lavoro. Potrei…. Invece scelgo un forma narrativa che parli di incantamento. Incanto quando un bambino difficile trova nei docenti un riparo alle sue paure; incanto quando gli insegnanti progettano perché tutti arrivino a capire e non solo a conoscere; incanto quando nelle classi gli alunni collaborano anziché dividersi; incanto quando i docenti realizzano insieme esperienze di studio e ricerca… Narrazioni infinite di gesti quotidiani dove si scorge la ricerca di livelli di senso e di significato per tematizzare con intenti formativi l’azione di insegnamento. Ma, accanto alle dichiarazioni di intenti, c’è la limitatezza delle esperienze umane, sociali culturali che rivela la perfettibilità di ciascun protagonista. Corresponsabili delle nostre responsabilità di educatori, perseguiamo, allora, la dimensione dialogica, la richiesta di chiarimenti, l’analisi dei fatti, la discussione costruttiva. Noi che elaboriamo l’offerta di formazione per le scuole del 4° Circolo, lavoriamo nella scuola statale perché ne riconosciamo il valore e intendiamo difenderne la qualità e il patrimonio umano e culturale. Progettiamo con rigore, ascoltando le richieste delle famiglie, creando spazi per le esperienze di integrazione e per i processi di conoscenza, radicando nel territorio i percorsi formativi, impegnandoci ad insegnare a pensare in forma di ologramma, a dialogare, a fuggire le fredde leggi della competizione per lasciarci aiutare dalle leggi dell’interpretazione, dell’ermeneutica. Usiamo quest’ultimo termine nell’accezione più ampia, consapevoli che l’azione di insegnamento sollecita e rende evidente l’esigenza di contesti al cui interno le parole possano enunciarsi e il rispetto dei diritti dei bambini, associato all’azione equa, possa trovare cittadinanza.
Silvia COLOMBO
Il Quarto Circolo di San Remo è costituito da sei plessi scolastici dislocati sulla prima circonvallazione a ridosso del mare, che abbraccia il centro della città e comprende i tre quartieri Baragallo, Borgo e Polo Nord.
· Nel quartiere Baragallo si trovano la scuola dell’infanzia M. Goretti e il plesso di scuola primaria A. Rubino, sede della direzione. Il bacino d’utenza può usufruire di una rete scolastica che comprende anche la scuola media Dante Alighieri e il Liceo Socio Psico Pedagogico Amoretti. Il quartiere offre strutture sportive e ricreative quali campi polivalenti e piccoli parchi-gioco. · Nel quartiere del Borgo, il più esteso territorialmente con il più ampio bacino d’utenza, hanno sede la scuola dell’infanzia Borgo Tinasso e la scuola primaria Borgo G. Rodari, che accoglie anche due sezioni distaccate della scuola dell’infanzia. A poca distanza dai plessi si trova una struttura - Villa Cittera - che comprende un’ampia ed attrezzata palestra e la biblioteca della circoscrizione. Adiacenti ai plessi vi sono due campetti e un piccolo parco giochi. Nei prossimi mesi si aprirà anche un asilo nido. · Nel quartiere Polo Nord sono ubicate la scuola dell’infanzia M. Francesca di Gesù e il plesso di scuola primaria Castillo, entrambi arricchiti da due ampi giardini. L’utenza può fruire del servizio di asilo nido Villa Peppina fornito dal Comune, dietro al quale si trova il complesso ricreativo attrezzato con campo da basket. Il territorio del Quarto Circolo è attraversato da un lungo snodo stradale che partendo da Piazza San Bernardo si articola verso Corso degli Inglesi, via Galileo Galilei, Via Dante Alighieri; è raggiungibile con i mezzi di trasporto pubblico ed è collegato al centro urbano da arterie di scorrimento veloci (tratto superiore di via P. Agosti, tratto superiore di via San Francesco); il plesso Rubino è nei pressi dello svincolo dell’Aurelia Bis. Prossimamente si aprirà lo svincolo dell'Aurelia bis nei pressi del plesso Borgo. Nei quartieri sono presenti i servizi primari e numerosi esercizi commerciali.
Si tratta di una zona ad alta densità abitativa, composta da una popolazione alquanto eterogenea sia dal punto di vista socio-economico sia culturale, che si sta arricchendo per la presenza di popolazioni provenienti da altri stati.
A seguito di una richiesta sempre più qualificata dell’utenza, e dell’opera dei locali comitati e associazioni di quartiere, sono in crescita i servizi quali biblioteche, strutture sportive e ricreative, centri di aggregazione. Inoltre nel plesso Rubino ha sede il Centro Provinciale del CRAS (Centro Risorse Alunni Stranieri).
Consapevoli della presenza di alunni con bisogni educativi speciali e con disturbi specifici dell’apprendimento, i docenti costituiscono una risorsa culturale qualificante, svolgendo un ruolo determinante nella prevenzione di eventuali disagi comportamentali e svantaggi scolastici; grazie alla sensibilità degli insegnanti, degli operatori, alla rilevante collaborazione con le famiglie e all’ampliamento dell’offerta formativa è spesso possibile contribuire all’innalzamento della qualità di vita, al miglioramento del benessere psicologico ed affettivo di tutta la popolazione scolastica.
MODALITÀ ORGANIZZATIVE DEI VARI PLESSI Orario di funzionamento dei veri plessi e servizi offerti Scuola primaria I plessi Borgo G. Rodari e Antonio Rubino sono funzionanti a tempo pieno (40 ore); l’orario della attività didattico/educative è il seguente:
Il plesso Castillo funziona con la seguente organizzazione oraria:
Scuola dell’Infanzia I tre plessi di scuola dell’infanzia Borgo Tinasso, Madre Francesca di Gesù, M. Goretti, sono caratterizzati dall’ organizzazione oraria a tempo pieno: Ingresso
Uscita per tutte le tre scuole
*Estensione dell’orario Per i genitori che lavorano è possibile, solo nel plesso Tinasso, richiedere la seguente estensione dell’orario scolastico: § dal lunedì al giovedì terza uscita ore 17:00
In tutti i plessi viene garantito il servizio mensa, offerto dalla ditta Camst. Organizzazione del tempo scuola Il tempo scolastico prevede diverse modalità di gestione delle classi:
Utilizzo delle ore di ex-compresenze Le ore di ex compresenza vengono utilizzate prioritariamente per l’estensione dell’orario scolastico nel plesso Castillo, secondo C.M. n. 63 del 6/7/2009. Parte di questo monte ore viene inoltre impiegato per la sostituzione dei colleghi assenti. Le ore rimanenti vengono adoperate nei plessi per organizzare attività laboratoriali e di ricerca, per individualizzare gli interventi. I laboratori possono essere costituiti per gruppi di compito, per gruppi elettivi, per gruppi di livello, possono prevedere il recupero e/o il potenziamento degli apprendimenti attraverso l’utilizzo di una metodologia diversificata e di ambienti attrezzati. Infatti in ogni scuola sono stati attrezzati spazi e locali per svolgere attività diverse: - biblioteca: lettura, ricerca, animazione - palestra: attività motorie, sportive e di gioco - laboratorio multimediale: informatica, musica e linguaggi espressivi - laboratorio artistico: pittura e creatività - laboratorio di sostegno: attività di recupero, rinforzo e potenziamento In ogni scuola sono presenti materiali specifici per la didattica laboratoriale di ogni disciplina, dalle scienze (miscroscopi, vetrini…), alla matematica (multibase, blocchi logici, …) alla lingue straniere comunitarie (cd, dvd, programmi per pc, libri, flashcards…) alla musica (strumenti musicali vari). Per ottimizzare le risorse, le ore di contemporaneità con le insegnanti di lingua 2 o di religione cattolica, vengono utilizzate per rispondere alle effettive esigenze del contesto; le insegnanti interessate possono gestire o coordinare attività laboratoriali, affiancare alunni di altre classe in difficoltà, sostituire i colleghi assenti. Le ore di contemporaneità con l’insegnante di sostegno vengono organizzate in modo funzionale alle esigenze dell’intero gruppo classe. Si cerca di evitare che coincidano con le ore di compresenza degli insegnanti di lingua e matematica.
Obiettivo principale della nostra scuola è la formazione della persona attraverso un processo di apprendimento che, pur facendo riferimento a obiettivi specifici suddivisi per discipline, si sviluppa lungo un percorso finalizzato alla promozione integrale del bambini nella sua completezza. Facendo riferimento alla “Raccomandazione”, il documento del Consiglio dell0UE del 18 Dicembre 2006, i docenti si assumono il compito di portare a compimento le capacità degli allievi trasformandole in quelle competenze di cui tutti hanno bisogno per la realizzazione e lo sviluppo personale e per una cittadinanza attiva. In altre parole compito del docente è far si che l’alunno apprenda un sapere che gli permetta di: § saper essere (crescita personale) § saper fare (cittadinanza attiva) § saper divenire (inserimento professionale)
Criteri di attuazione del curricolo
L’attuazione del curricolo si snoda attraverso tre tappe fondamentali: INTEGRAZIONE: integrare la scuola con le famiglie e con il territorio; integrare nella comunità scolastica i soggetti diversamente abili e gli alunni stranieri. CONTINUITÀ: realizzare un percorso formativo in continuità tra scuola dell’infanzia-primaria-secondaria di primo grado al fine di assicurare a tutti gli alunni una formazione unitaria e graduale. PROGETTUALITÀ: offrire un percorso didattico ricco di una varietà di linguaggi e di strumenti volto a favorire un cammino di crescita e di maturazione personale.
Criteri e strategie didattiche
In una visione che privilegia la quotidianità del fare scuola piuttosto che l’eccezionalità, la realizzazione del curricolo seguirà i seguenti criteri: § analisi della situazione di partenza degli alunni; § individuazione degli obiettivi e dei contenuti; § accurata attenzione alla metodologia didattica; § valutazione e verifica.
Tale articolazione è riscontrabile nella programmazione delle diverse attività didattiche e dei progetti del POF; che vedono lo snodarsi di specifiche strategie metodologiche (strategia dell’esperienza, strategia della ricerca, strategia dell’apprendimento collaborativi, strategia dell’interdisciplinarietà dei saperi) atte a dare particolare rilievo ai seguenti aspetti dell’apprendimento: - motivazione - cooperazione - interdisciplinarietà - produzione - comunicazione FORME DI COMUNICAZIONE E DI INFORMAZIONE
Nel Documento “cornice” per l’elaborazione delle Indicazioni Nazionali si legge: - La scuola perseguirà costantemente l’obiettivo di costruire un’alleanza educativa con i genitori. Non si tratta di rapporti da stringere solo in momenti critici, ma di relazioni costanti che riconoscono i reciproci ruoli e che si sviluppino vicendevolmente nelle comuni finalità educative:
Nel DPR 8 marzo 1999, n. 275 (Regolamento sull’autonomia) si legge:
- Gli interventi di educazione, formazione e istruzione progettati dalle istituzioni scolastiche tengano conto delle richieste delle famiglie e si armonizzino con le esigenze e le offerte del territorio.
Nell’applicazione di questa premessa, nel Circolo sono previste diverse modalità di comunicazione e d’informazione per garantire la cooperazione tra scuola e famiglia.
In prossimità delle iscrizioni il Dirigente Scolastico incontra i genitori degli alunni dell’ultimo anno della Scuola dell’Infanzia per illustrare l’offerta formativa dell’istituzione scolastica.
A livello di classe sono programmati incontri periodici degli insegnanti del team con i genitori degli alunni secondo due modalità organizzative:
v Assemblee di classe, a intervalli bimestrali, per fornire informazioni sul POF, sulla programmazione educativo - didattica, sull’organizzazione della scuola, su attività parascolastiche, ma anche per rispondere a domande e richieste e per accogliere suggerimenti e indicazioni. v Colloqui individuali, a cadenza bimensile, per approfondire la conoscenza del singolo alunno, delle sue motivazioni e attitudini, delle competenze pregresse, del rapporto con la scuola (profitto, comportamento, relazionalità, interesse…) e per concordare strategie di intervento comuni e coerenti per il superamento delle difficoltà. v Colloqui individuali e/o assemblee , alla fine del I° e del II° quadrimestre per la consegna del documento di valutazione con la comunicazione dei progressi nell’apprendimento e nello sviluppo personale e sociale degli alunni
Inoltre gli insegnanti del team sono disponibili a ricevere, previo appuntamento e in orario di programmazione, i genitori che ne abbiano necessità.
A livello di plesso i Consigli di Interclasse e di Intersezione con la componente genitori si riuniscono a cadenza trimestrale per formulare al Collegio dei Docenti proposte in ordine all’azione educativa e didattica (uscite, visite guidate, partecipazione a iniziative del territorio, adesione ad attività sportive, scelta dei libri di testo…) e per agevolare ed estendere i rapporti reciproci tra docenti, genitori e alunni.
Durante l’anno scolastico sono pianificate inoltre riunioni in “plenaria” dei genitori dello stesso plesso o dell’intero Circolo per seguire conferenze di esperti (medico scolastico, psicologo, mediatore culturale…) o per affrontare problematiche specifiche.
Ogni plesso è dotato di attrezzature tecnologiche e informatiche (fax, collegamento a Internet, posta elettronica) che consentono la veloce condivisione delle informazioni fra i diversi operatori della scuola. Nella stessa ottica è stato realizzato il sito web del Circolo (raggiungibile alla pagina http://www.quartosanremo.it ) che permette l’accesso da parte dei diversi utenti alle notizie relative ai servizi offerti, all’organizzazione delle singole scuole, al calendario scolastico, alle attività svolte dalle classi. Nella prospettiva del progressivo miglioramento del servizio si è attivato un Progetto di autovalutazione del Circolo che rappresenti il punto di vista della pluralità di attori che interagiscono nella scuola con ruoli differenti (dirigente, docenti, personale amministrativo, genitori, studenti…) e che ne evidenzi i principali aspetti. Si tratta di un processo di autoanalisi che pone i presupposti per indirizzare gli sforzi verso l’analisi approfondita e il tentativo di miglioramento di un aspetto valutato.
Il patto educativo tra scuola e famiglia prevede che i genitori:
Ø Intervengano alle assemblee e alle riunioni di Circolo e di plesso. Ø Sostengano i bambini nel mantenimento degli impegni assunti a scuola. Ø Partecipino ai colloqui individuali. Ø Cooperino perché il bambino senta come importante per la sua crescita e la sua formazione, la collaborazione e la stima tra scuola e famiglia. Ø Cooperino perché il bambino ritrovi atteggiamenti educativi analoghi in famiglia e a scuola pur rispettando e mantenendo la specificità e il ruolo di ognuna. Ø Partecipino a iniziative e/o a progetti affinché la scuola si arricchisca della loro esperienza e loro approfondiscano la conoscenza della realtà quotidiana dei loro figli nella scuola. Ø Prendano visione e diano il riscontro delle comunicazioni inviate dagli insegnanti alle famiglie. A questo proposito il diario scolastico è lo strumento per comunicare ai genitori avvisi di carattere organizzativo o informazioni sui risultati e sul comportamento scolastico degli alunni. Analogamente il diario può essere utilizzato dai genitori per comunicare per iscritto richieste o osservazioni sulla scuola per richiedere colloqui su problematiche urgenti. In particolari occasioni (variazioni di orario, scioperi, autorizzazioni…) il Dirigente Scolastico invia specifici comunicati o avvisi alle famiglie. Ø Riconoscano alla scuola, una funzione educativa specifica nel panorama delle altre agenzie educative.
Rappresentante di sezione/classe e Consiglio di Intersezione/Interclasse:
· Il rappresentante è eletto all’inizio di ogni anno scolastico, dai genitori degli alunni appartenenti alla stessa sezione/classe. · Il rappresentante partecipa ai Consigli di Intersezione/Interclasse (circa quattro incontri nell’arco dell’anno scolastico) come occasione di conoscenza della realtà scolastica e di partecipazione con proposte, riflessioni alla vita della scuola stessa.
Consiglio di Circolo (componente genitori)
· I membri sono eletti dai genitori in base a una lista di candidature da presentare in segreteria entro i termini di legge. Le elezioni avvengono ogni tre anni. · Fatte salve le competenze del Collegio dei Docenti e di Consigli di Intersezione/Interclasse e di Classe ha potere deliberante sull’organizzazione della vita e delle attività della scuola, per quanto riguarda i compiti e le funzioni che l’autonomia scolastica attribuisce alle singole scuole.
INDICATORI DEI RACCORDI TRA LE ISTITUZIONI SCOLASTICHE E GLI ENTI ESTERNI. Il Circolo organizza attività extra-curriculari, in collaborazione con gli enti più significativi pubblici e privati presenti sul territorio per
· crescere sani· star bene con gli altri nella propria cultura· dialogare con le altre culture · portare l’individuo in condizioni di equilibrio e serenità utilizzando al meglio il proprio potenziale fisico e mentale · star bene nelle istituzioni
Enti interessati 1. Comune di Sanremo: come ente finanziatore dei progetti della scuola. 2. Provincia: per supporto a progetti intesi come azione preventiva nei casi di disturbi dell'apprendimento, di relazione e di disagio affettivo 3. A.S.L. n°1 : con progetti mirati al benessere psico-fisico e alla prevenzione 4. Biblioteca: per il potenziamento delle capacità linguistiche attraverso l’ascolto, la ricerca e l’animazione alla lettura 5. Società sportive: collaborazione con il C.S.I. per il sostegno e per la valorizzazione dell’educazione Motoria per la partecipazione sul territorio con progetti sport. Per l’avviamento di attività complementari alle attività sportive. 6. Compagnia Carabinieri di Sanremo: per il sostegno a un percorso scolastico incentrato sull’educazione alla legalità.
7. Istituto per l’agricoltura Aicardi: per sperimentare e scoprire alcune delle innumerevoli relazioni che legano l’uomo all’ambiente e per realizzare i laboratori di giardinaggio e compostaggio in alcune scuole del Circolo.
8. Assefa: per partecipare alle iniziative e alle adozioni a distanza.
9. CIDI e AIMC: associazioni culturali e professionali presenti sul territorio per la formazione dei docenti.
10. Associazione di Mediazione Culturale Mappamondo: per percorsi di conoscenza e approfondimento di altre culture. All’Associazione Mappamondo il Circolo si rivolge per richiedere i mediatori culturali per gli alunni stranieri. L’associazione risponde sempre con immediatezza e in tal senso l’intervento dei mediatori facilita l’inserimento linguistico degli stranieri e la comunicazione con le famiglie.
“Ad ogni individuo spettano tutti i diritti e tutte le libertà enunciate nella presente Dichiarazione, senza distinzione alcuna per ragioni di razza, di colore, di sesso, di lingua, di opinione politica o di altro genere, di origine nazionale o sociale, di ricchezza, di nascita o di altra condizione”
(art.2 - Dichiarazione Universale dei Diritti Umani – 1948)
“L’integrazione piena degli immigrati nella società di accoglienza è un obiettivo fondamentale e, in questo processo, il ruolo della scuola è primario”
(dalle Linee guida per l’accoglienza e l’integrazione degli alunni stranieri – cm 24/1.3.2006)
1. Presenza alunni Il territorio del circolo è stato interessato, negli ultimi anni, da un forte processo migratorio che ha incrementato notevolmente le presenze di alunni stranieri nelle classi: risultano iscritti nel corrente anno scolastico 91 alunni stranieri. Di questi 54 frequentano la Scuola Primaria e 37 frequentano la Scuola dell’Infanzia. Eterogenee sono le cittadinanze di appartenenza: Marocco, Albania, Romania, Equador, Cina, Bangladesh, Tunisia, Belgio, Ucraina, Russia, Moldavia, Turchia, Brasile, Colombia, Nigeria.
La presenza di alunni con prima lingua diversa dall’italiano, impegna la scuola ad analizzare bisogni formativi diversi, a misurarsi con culture differenti, a sperimentare atteggiamenti nuovi, a confrontarsi con differenti sistemi di valori. “La scuola […] è un luogo centrale per la costruzione e condivisione di regole comuni, in quanto può agire attivando una pratica di vita quotidiana che si richiami al rispetto delle forme democratiche di convivenza e, soprattutto, può trasmettere le conoscenze storiche, sociali, giuridiche ed economiche che sono saperi indispensabili nella formazione della cittadinanza societaria”* _____________________________________________________ *( dalle Linee guida per l’accoglienza e l’integrazione degli alunni stranieri - cm 24/1.3.2006)
2. Gruppo intercultura Un gruppo di lavoro formato da insegnanti dei due ordini di scuola, ha steso il Progetto Alunni stranieri rivolto agli alunni stranieri e ai compagni delle classi di inserimento, che vuole favorire l’integrazione predisponendo situazioni e attività che mirano: · al riconoscimento, al rispetto ed alla valorizzazione delle diverse identità. · al confronto ed allo scambio tra le diverse culture. · alla conoscenza reciproca delle abitudini di vita, delle tradizioni, dei costumi, delle religioni. · 3. Protocollo del progetto di accoglienza Il Progetto alunni stranieri prevede un protocollo d’accoglienza per: - raccogliere informazioni sugli alunni, quindi creare contatti con le famiglie per reperire dati relativi al loro percorso scolastico, ricorrendo, se necessario all’aiuto di mediatori culturali e traduttori. - approdare, attraverso l’osservazione alla valutazione delle competenze in ingresso e individuare bisogni specifici di apprendimento. - attuare attività di accoglienza per ridurre eventuali ansie e diffidenze - instaurare contatti con enti e associazioni del territorio - allestire scaffali multiculturali all’interno delle biblioteche - reperire libri, materiali, risorse presso biblioteche pubbliche, associazioni, centri interculturali, attraverso contatti tra insegnanti e con le altre scuole - realizzare iniziative rivolte allo sviluppo dell’acquisizione della lingua italiana
Il Progetto alunni stranieri interviene in merito all’ alfabetizzazione linguistica degli alunni stranieri predisponendo e organizzando laboratori linguistici per l’apprendimento intensivo della lingua italiana al fine di: - apprendere l’italiano come lingua 2 - migliorare l’uso della lingua parlata per comunicare nella vita quotidiana - superare difficoltà linguistiche legate alle differenze fonetiche tra l’italiano e la lingua madre - arricchire il vocabolario di base dei singoli alunni - favorire il consolidamento del lessico acquisito per agevolare l’apprendimento dei linguaggi specifici delle diverse discipline di studio - intervenire, individualmente o in piccoli gruppi, nel recupero delle difficoltà e nel rinforzo degli apprendimenti per facilitarli
Il Progetto ha caratteristiche educative e formative trasversali e coinvolge tutte le discipline. Prevede percorsi educativi interculturali che costituiscono lo sfondo da cui partono interventi formativi specifici rivolti agli alunni stranieri e interventi, caratterizzanti l’azione educativa, rivolti a tutti gli alunni. Gli interventi mirano: - a favorire l’inserimento e l’integrazione, per una convivenza interculturale - al rispetto di regole comuni, per facilitare la socializzazione come condizione irrinunciabile per la crescita della persona dal punto di vista psicologico - a favorire la crescita globale degli alunni stranieri, accompagnandone lo sviluppo cognitivo e affettivo - ad educare all’accettazione delle “diversità”, alla cooperazione e alla solidarietà L’iscrizione All’atto dell’iscrizione una segretaria incaricata fornisce alla famiglia informazioni sulla scuola, la supporta nella compilazione del modello della domanda d’iscrizione, predisposto con traduzione nella lingua di appartenenza, rileva i dati socio-anagrafici relativi all’alunno straniero e ai suoi familiari e richiede la documentazione dell’alunno relativa al percorso scolastico pregresso. Si avvale, se necessario, dell’intervento di un mediatore culturale. Inserimento nella classe Tenendo presenti i criteri previsti dall’art.45 del D.P.R 394. 31.08.99 per cui “I minori stranieri soggetti all’obbligo scolastico vengono iscritti alla classe corrispondente all’età anagrafica, salvo che il Collegio dei Docenti deliberi l’iscrizione ad una classe diversa, tenendo conto: a. dell’ordinamento degli studi del Paese di provenienza dell’alunno, che può determinare l’iscrizione ad una classe immediatamente inferiore o superiore rispetto a quella corrispondente all’età anagrafica b. dell’accertamento di competenze, abilità e livelli di preparazione dell’alunno c. del corso di studi eventualmente seguito dall’alunno nel Paese di provenienza d. del titolo di studio eventualmente posseduto dall’alunno”, dopo aver analizzato gli elementi raccolti durante il colloquio con i genitori vengono accertate le abilità e le competenze linguistiche possedute dall’alunno, sia di L2 che di lingua straniera nonché quelle logico-matematiche. A questo scopo il gruppo intercultura ha predisposto apposite schede e organizzato materiali didattici idonei tradotti nelle diverse lingue. Il mediatore culturale verifica anche la competenza della lingua madre.
Per operare la scelta della classe nella quale inserire l’alunno vengono a considerati altri fattori quali: - il numero di alunni per classe - la presenza nella classe di altri alunni stranieri e loro Paese di provenienza; può essere utile la presenza di un alunno con la stessa cittadinanza del neo inserito già in grado di comunicare in italiano. - la distribuzione equilibrata degli alunni stranieri per classe - l’insegnamento di una lingua straniera già conosciuta dall’alunno neo inserito - il contesto classe dal punto di vista relazionale e dell’apprendimento - la presenza nella classe di allievi diversamente abili Al suo ingresso in classe l’alunno viene accolto dagli insegnanti, che informano i compagni del nuovo inserimento e predispongono il momento. Vengono programmate le attività congiuntamente al mediatore culturale per insegnare l’italiano e per far acquisire la conoscenza delle norme del Paese accogliente; quindi la programmazione didattica generale viene integrata con progetti specifici che disegnano percorsi individualizzati di apprendimento. Sempre più spesso i mediatori linguistico – culturali sono visti come dispositivo e risorsa per progettare e sostenere l’integrazione e sono chiamati per svolgere, dentro la scuola, ruoli complementari rispetto a quelli assunti dai docenti come si evidenzia anche dalla normativa in proposito. La legge 40/6 marzo 1998 “Disciplina dell’immigrazione e norme sulla condizione dello straniero” ha fatto riferimento a questa figura professionale, contribuendo a definirne il ruolo di agente/strumento per l’integrazione delle minoranze. Nelle scuole pubbliche di Sanremo l’intervento dei mediatori è possibile grazie ai fondi erogati dalla Regione Liguria e dal Comune con il “Progetto Accoglienza” per cui, rivolgendosi all’associazione “Mappamondo”, ci si può avvalere di tale importantissima collaborazione. Il tempo-scuola viene gestito in maniera flessibile così che anche gli insegnanti di classe, durante le ore di compresenza, organizzano interventi individualizzati miranti al recupero e al potenziamento della lingua 2 secondo l’art.9, II comma della L. n.148/5.06.1990. che prevede che "nell’ambito delle ore di insegnamento, una quota può essere destinata al recupero individualizzato o per gruppi ristretti di alunni con ritardo nei processi di apprendimento, anche con riferimento ad alunni stranieri, in particolare provenienti da paesi extracomunitari". Il collegio dei docenti ha altresì deliberato che gli insegnanti disponibili effettuino ore aggiuntive all’insegnamento per attuare meglio e in modo tempestivo i suddetti progetti. Utilissimo strumento in questa prima fase di inserimento è un cd, redatto dal gruppo intercultura, che raccoglie numerosi links di siti web che mettono a disposizione attività di pronto soccorso linguistico e suggeriscono interventi differenti al raggiungimento dei differenti obiettivi. Per attingere a materiali didattici, educativi, a traduzioni, le insegnanti iscritte ad un gruppo virtuale (crasimperia@yahoo.groups.it) possono anche contattare colleghi di altri circoli didattici e di altri ordini di scuola con i quali effettuano scambi in merito alle rispettive esperienze e si confrontano sulle differenti pratiche metodologiche. Sia gli orientamenti trascritti nelle linee guida che la pratica didattica quotidiana convergono sulla necessità che per un pieno inserimento l’alunno debba trascorrere il tempo scuola nel “gruppo classe, fatta eccezione per progetti didattici specifici, ad esempio l’apprendimento della lingua italiana, previsti dal piano di studio personalizzato L.’immersione, in un contesto di seconda lingua parlata da adulti e compagni, facilita l’apprendimento del linguaggio funzionale”*. Il Progetto alunni straniere attende risultati quali - facilitare l’inserimento e l’integrazione - facilitare la socializzazione - conseguire una discreta autonomia linguistica - migliorare l’apprendimento scolastico - raggiungere obiettivi specifici delle programmazioni curricolari La valutazione e la verifica del Progetto è affidata al gruppo docenti di classe perché è nel contesto classe che l’alunno straniero interagisce in modo costruttivo con i compagni e gli insegnanti ed è possibile riconoscere i progressi compiuti sia nell’ambito delle competenze linguistiche che in quelle dell’interazione. Viene privilegiata “la valutazione formativa rispetto a quella “certificativa” si prendono in considerazione il percorso dell’alunno, i passi realizzati, gli obiettivi possibili, la motivazione e l’impegno e, soprattutto, le potenzialità di apprendimento dimostrate ”.*
______________________________________________________________ *( dalle Linee guida per l’accoglienza e l’integrazione degli alunni stranieri - cm 24/1.3.2006)
“In una ricerca … c'è sempre campo per la scoperta e per la meraviglia" “ Mary Shelley La ricerca è l’atto preliminare del conoscere. Infatti, si arriva alla conoscenza partendo dalla curiosità, cioè da una domanda, e facendo una ricerca per trovare la risposta. Per questo nel nostro piano dell’offerta formativa essa assume un ruolo di prioritaria importanza e si coniuga in due direzioni:
1. I docenti utilizzano sistematicamente la ricerca per documentarsi, per aggiornarsi, per la produzione di materiali, per sperimentare strategie educative e didattiche. In questo modo si possono verificare nella pratica teorie personali e professionali garantendo in tal modo anche l’efficacia delle azioni future, nonché lo sviluppo di atteggiamenti professionali più maturi. Essa si affianca ed è supportata da forme di autoformazione/formazione tra pari.
2. I nostri bambini che vivono nella società della conoscenza devono imparare a navigare fra le tante informazioni di cui dispongono, senza rischiare di farsi sommergere da esse, selezionandole, analizzandole, comparandole, valutandole in modo autonomo e con spirito critico. La scuola deve sviluppare" non più una conoscenza dogmatica, ma interpretativa fondata sul senso critico promuovendo il ruolo attivo del soggetto che apprende. In questo modo gli alunni scoprono gradualmente il carattere congetturale e provvisorio di ogni conoscenza, guidati dall’insegnante pervengono ad un approccio olistico (secondo cioè una molteplicità di punti di vista) e partecipato al sapere, imparano a trasferire conoscenze, competenze in contesti diversi da quelli in cui sono state acquisite. La ricerca attiva complessi meccanismi di acquisizione e assimilazione a lungo termine di nuove conoscenze e di contenuti disciplinari, consentendo lo sviluppo di una serie di abilità (es. abilità di ricerca ed uso competente dell’informazione), che difficilmente potrebbero essere apprese in altro modo all’interno del contesto scolastico.
Molti dei progetti del POF si muovono in questa direzione: primo fra tutti quello per la promozione e lo sviluppo della biblioteca, che prevede di mantenere all'interno del IV circolo San Remo, una biblioteca pilota, che costituisca un'effettiva risorsa culturale e che garantisca una pluralità di dotazioni documentarie librarie e multimediali, anche in raccordo con la rete territoriale di supporto (Biblioteca Civica Corradi, altre biblioteche scolastiche, Enti e/o associazioni promotori di iniziative atte a diffondere la cultura e la lettura, CTS; CRAS, …) Nelle varie biblioteche di plesso sono stati predisposti materiali rispondenti ai bisogni informativi di studenti ed insegnanti per soddisfare esigenze didattiche e interessi personali. Sono presenti numerosissimi scaffali di narrativa con testi adatti a tutte le età e con generi letterari diversificati, libri per l’infanzia in diverse lingue comunitarie, materiali interculturali relativi a culture europee ed extraeuropee, testi e sussidi specifici per le varie tipologie di handicap. Inoltre sono a disposizione numerosissimi materiali per la ricerca documentaria, enciclopedie, testi storici, scientifici, atlanti, dizionari in varie lingue ecc. Si promuove l’amore per la lettura e l’interesse verso il libro utilizzando diverse strategie di animazione alla lettura. L’obiettivo è anche quello di rafforzare ed affinare nei ragazzi l'apprendimento linguistico come capacità di comprensione ed espressione, nella convinzione che buone abilità linguistiche siano in qualche modo correlate ad una migliore qualità di vita e che la loro acquisizione possa agire quale fattore di prevenzione del disagio comportamentale e dello svantaggio. “Niente come la lettura di un libro, nell'apparente quiete e nel silenzio può dischiudere in modo imprevedibile la vista di nuovi orizzonti di vita.”
L’INTEGRAZIONE DEGLI ALUNNI DIVERSAMENTE ABILIE CON BISOGNI EDUCATIVI SPECIALIPremessa“La presenza nella scuola dei bambini in difficoltà è fonte di una preziosa dinamica di rapporti e di interazione, che è, a sua volta, occasione di maturazione per tutti dalla quale s’impara a considerare ed a vivere la diversità come una dimensione esistenziale e non come una caratteristica emarginante…” (Orientamenti 91). A scuola, inoltre, l’alunno trova un’agenzia capace di offrirgli l’aiuto educativo e il sostegno didattico più idonei a corrispondere ai suoi bisogni e alle sue potenzialità. Credere questo significa assumere, di fronte ai problemi educativi che l’alunno propone, un atteggiamento di ricerca metodologica continua “…per promuovere il massimo di autonomia, di competenze e di abilità espressive e comunicative e, fin dove è possibile, il possesso di basilari strumenti linguistici e matematici…” (Programmi Scuola Elementare).
Gli obiettivi che il circolo si propone sono · Inclusione ed integrazione di tutti gli alunni in difficoltà · Individuazione dei bisogni educativi speciali. · Promuovere le condizioni di uno sviluppo armonico attraverso la predisposizione di un ambiente che apporti al bambino sentimenti di sicurezza e che lo veda valorizzato nel proprio agire e nell’essere autonomo. · Favorire l’integrazione degli alunni diversamente abili attraverso percorsi personalizzati che mirino, sia allo sviluppo delle capacità, sia alla riduzione del “deficit” a livello di integrazione.
Attenzione alla diversità dei bisogni Nei sei plessi del IV Circolo di Sanremo sono presenti bambini, di diversa età, in situazioni di difficoltà riconducibili, ovvero portatori di bisogni educativi speciali. La lettura dei bisogni e la loro formalizzazione viene, di conseguenza, rilevata sui casi specifici, rispettando comunque alcuni passaggi fondamentali sul piano metodologico. Ø L’osservazione: Tende a descrivere le capacità e le difficoltà in situazione di vita quotidiana, in relazione agli assi del P.D.F.. L’osservazione, rappresenta un’operazione indispensabile per la definizione di ipotesi dei percorsi di apprendimento/insegnamento. Ø La collaborazione: Fra famiglia, team docenti, l’A. S. L., sia per poter disporre di ulteriori informazioni, sia per coordinare gli interventi. Ø Programmazione: Ovvero la predisposizione di un percorso personalizzato, sintetizzato all’interno di un documento, il P.E.P., nel quale vengano descritti gli interventi integrati ed equilibrati fra di loro, predisposti per l’alunno in situazione di handicap, in un determinato periodo di tempo. Viene solitamente redatto entro la fine del mese di novembre dopo un periodo dedicato alla conoscenza dell’allievo. Il P.E.P. contiene: · L’individuazione dei livelli di sviluppo. · La definizione degli obiettivi, metodi e strumenti dei percorsi di lavoro coordinati, ove possibile, con i progetti di classe. · L’organizzazione dello spazio, dei tempi, dei gruppi al fine di coordinare modalità che tengano conto, sia della tipologia dell’handicap (fisico, psichico, sensoriale, …), sia della gravità (lieve, media, grave, gravissimo). · La verifica, la valutazione e le note per la continuità didattica.
CONTINUITA’ EDUCATIVA NEL PERCORSO D’INTEGRAZIONE Nei nuovi ingressi, gli insegnanti di classe/sezione e i referenti dell’area di sostegno cureranno la raccolta di informazioni, attraverso incontri di continuità, per una migliore valutazione ed accoglienza dell’alunno. Nel circolo vengono attivati, attraverso microprogetti, interventi di raccordo tra i diversi ordini di scuola (nido-infanzia-primaria-secondaria di primo grado), al fine di agevolare il passaggio al successivo grado di istruzione dell’alunno diversamente abile.
COMPETENZE DEGLI INSEGNANTI DI SOSTEGNO L’insegnante di sostegno si propone come: Ø Specialista dell’integrazione, capace di creare all’interno del gruppo classe, il clima relazionale e le occasioni adatte a favorire l’arricchimento che la presenza di un alunno portatore di handicap comporta. Ø Mediatore capace di lavorare in team, disponibile ma al contempo fermo e determinato nel perseguimento degli obiettivi di integrazione. Ø Esperto di didattica differenziata, padrone delle tecniche specifiche applicabili ai vari tipi di handicap Ø Esperto di individualizzazione dell’insegnamento, capace di scomporre e semplificare le attività di classe al fine di adeguarle alle possibilità, ai ritmi agli stili di apprendimento degli alunni. Ø Professionista attento all’innovazione, in grado di cogliere le opportunità dai mezzi di comunicazione multimediale.
PROGETTAZIONE CONGIUNTA TRA INSEGNANTI DI CLASSE E INSEGNANTI DI SOSTEGNO Entrambi devono: Ø promuovere il processo di integrazione nel gruppo-classe attraverso corrette modalità relazionali; Ø stilare il progetto educativo didattico dell’alunno nel contesto della programmazione di classe; Ø gestire il rapporto con tutte le figure che ruotano attorno al bambino (genitori, specialisti, operatori); Ø attuare regolari incontri di aggiornamenti sulla situazione dell’alunno diversamente abile, su suoi progressi, sulla sua integrazione in classe; Ø conoscere tutta la documentazione dell’alunno con handicap (Diagnosi Funzionale, Profilo Dinamico Funzionale, Piano Educativo Personalizzato).
L’obiettivo del gruppo docenti riguardo all’alunno diversamente abile è l’integrazione nella classe e nel plesso; pertanto i docenti di classe e di sostegno condividono la responsabilità di vigilanza, di formazione educativa e didattica dell’alunno; condividono ed assumono la gestione delle difficoltà relazionali e di apprendimento. PERSONALE NON DOCENTE PER L’ASSISTENZA Il personale che ruolo il ruolo di assistenza viene assegnato, dai servizi del comune, in presenza di un alunno in situazione di handicap con deficit particolarmente grave. Gli assistenti concorrono a dare risposta, sia a bisogni materiali (cura della persona, deambulazione…), sia ad esigenze immateriali (bisogno di comunicazione, relazione…). GLI ORARI Gli orari degli insegnanti specializzati vengono concordati nel team delle insegnanti, modulandolo sulle singole esigenze dei bambini, al fine di rendere l’intervento il più funzionale possibile. LETTURA DEI BISOGNI EDUCATIVI SPECIALI Nel mese di maggio gli insegnanti dei diversi ordini di scuola effettuano, attraverso uno strumento concreto (software “Bisogni Educativi Speciali e inclusione”), una raccolta dei dati relativi a tutti gli alunni per identificare gli eventuali alunni con bisogni educativi speciali e organizzare, programmare, per il successivo anno scolastico, le risorse umane e materiali. La raccolta dei dati, inoltre, permette anche una migliore e più bilanciata formazione delle classi prime della scuola primaria.
PROGETTI DI ARRICCHIMENTO DELL’OFFERTA FORMATIVA Gli insegnanti, che si occupano della lettura dei bisogni predispongono ad inizio anno, a secondo delle esigenze rilevate, percorsi volti a favorire il processo d’integrazione. Per l’anno corrente, ad es., ci si propone di proseguire i progetti di musicoterapia e logopedia iniziati nell’anno scolastico 2007/2008; grazie all’azione dei due tecnici specialistici il circolo ha ideato il progetto “Al di là delle parole” con il quale ha richiesto e ottenuto un contributo regionale. Tale progetto rappresenta la parte operativa e didattica inclusiva: prevede anche il trattamento degli alunni con handicap grave in ragione del fatto che, anche in presenza di livelli molto minimi di funzionalità, possono essere insegnate e apprese opportune strategie compensative. A SCUOLA DI …….SALUTE
Secondo le indicazioni dell’O.M.S. è importante diffondere nelle scuola la cultura della salute intesa in senso fisico psichico e relazionale/sociale. È necessario affrontare le emergenze educative della nostra società sempre più complessa identificando l’educazione al benessere quale strategie privilegiata per cogliere gli aspetti educativi presenti in tutte le discipline di studio così come emerge dalle nuove indicazione per il curricolo della scuola dell’infanzia e del primo ciclo di istruzione. La scuola costituisce la sede privilegiata per interventi educativi che accrescano la capacità di promuovere e difendere la salute dei ragazzi attraverso una stretta collaborazione con le famiglie e il territorio. Nel mondo della scuola gli interventi educativi a sostegno della salute non comprendono solo attività di formazione, ma anche l’elaborazione di strumenti necessari per assimilare quelle motivazioni che portano a preferire alcuni comportamenti piuttosto che altri; l’educazione alla salute, quindi è in questo senso, una delle componenti essenziali nell’accompagnamento alla crescita e allo sviluppo integrale della persona. Dal T.U. 309/90 decreto del Presidente della Repubblica.
Campi d’azione§ promozione della salute fisica e psichica § prevenzione delle patologie correlate ai disturbi alimentari (anoressia, obesità e bulimia) e dei comportamenti a rischio (malattie sessuali) § prevenzione delle dipendenze: droghe, alcool, tabacco (riconoscere le problematiche legate al fumo attivo e passivo nel privato e nei luoghi pubblici) § prevenzione della violenza sui minori (pedofilia) e tra minori (bullismo) § movimento e sport (siamo tutti campioni) § utilizzo corretto delle nuove tecnologie § relazione comunicazione tra coetanei e con gli adulti § rispetto per l’ambiente e la natura che ci circonda § problematiche affettive e psicologiche tipiche della preadolescenza § primi elementi di pronto soccorso § mettere in atto comportamenti corretti in situazioni di pericolo ambientale § utilizzo il controllo dell’emotività attraverso tecniche di rilassamento § sostenere la capacità genitoriale anche tramite incontri, gruppi di auto-aiuto informazioni mirate e momenti formativi per le famiglie
Collaborazioni con il territorio La scuola collabora secondo protocolli d’intesa con l’ ASL n° 1 Imperiese e altri soggetti competenti presenti sul territorio con alcuni progetti. a.Scuole dell’Infanzia“Le verdure di 5 colori” (Educazione alimentare) Dott.ssa MontaldiGruppo di parola (i bambini dicono….) Assistente sociale Barbara Calvini
b. Scuola Primaria“Amici animali” Dott. Pelazza “Tutti i pesci vengono a galla” Dott.ssa Montaldi“Anatomia e fisiologia della riproduzione” Infermiera Lamia Vita Per tutti genitori del Circolo incontri sulla pediculosi e malattie parassitarie. “… I bambini occorre che sappiano che la scuola è tempo e luogo di comunicazione, di transito di affetti, crocevia di emozioni, che è silenzio, sguardo, ascolto, che è regno dei sensi, dove tatto, gusto, manualità, tornano a centrare un’esistenza distratta.” (Crepet)
EDUCARE ALLA CITTADINANZA E COSTITUZIONE
La recentissima legge 169/08 prevede l’attivazione di “azioni di sensibilizzazione e di formazione finalizzate all'acquisizione nel primo e nel secondo ciclo di istruzione delle conoscenze e delle competenze relative a «Cittadinanza e Costituzione», nell'ambito delle aree storico-geografica e storico-sociale e del monte ore complessivo previsto per le stesse. Iniziative analoghe sono avviate nella scuola dell'infanzia.” Come si evince dalle indicazioni nazionali l’educazione alla cittadinanza viene promossa attraverso esperienze significative che consentono di apprendere il concreto prendersi cura di se stessi, degli altri e dell’ambiente e che favoriscono forme di cooperazione e di solidarietà. Questa fase del progetto formativo è il terreno favorevole per lo sviluppo di un’adesione consapevole ai valori condivisi e di atteggiamenti cooperativi e collaborativi che costituiscono la condizione per praticare la convivenza civile. Obiettivi irrinunciabili dell’Educazione alla cittadinanza sono la costruzione del senso di legalità e lo sviluppo di un’etica di responsabilità che si realizzano nel dovere di scegliere e agire in modo consapevole e che implicano l’impegno a elaborare idee e a promuovere azioni finalizzate al miglioramento continuo del proprio contesto di vita. I valori sanciti dalla costituzione della Repubblica Italiana sono chiarissimi e gli alunni impareranno a conoscere rispettare in particolare i diritti inviolabili di ogni essere umano (articolo 2), il riconoscimento della pari dignità sociale (articolo 3 ), il dover contribuire in modo concreto alla qualità della vita della società (articolo 4), la libertà di religione (articolo 8), le varie forme di libertà (articoli 13 , 21). Parte integrante dei diritti costituzionali e di cittadinanza è il diritto alla parola (articolo 21), attraverso la parola si negoziano i significati e si opera per sanare le divergenze prima che sfocino in conflitti. Nella scuola l’humus che consente la creazione di uno spazio di condivisione è il superamento dei conflitti in favore dell’insorgenza di un’etica della responsabilità. Le nostre scuole orientano la loro azione educativa nel rispetto dei valori universali quali:
· la democrazia garantendo pari opportunità all’utenza · la legalità considerando i diritti e i doveri di ogni soggetto che in esse interagiscono · la libertà di parola di pensiero di religione · l’accoglienza di tutte le diversità · la pace come modello sociale che duchi alla tolleranza, all’aiuto reciproco con la consapevolezza dell’esigenza di fronteggiare una frammentazione culturale diffusa e di aiutare i giovani nella costruzione di identità personali e collettive.
L’insegnante assume il ruolo di mediatore e di formatore , la scuola diventa luogo privilegiato di confronto libero e pluralistico attento al riconoscimento dei bisogni, dei pensieri, delle riflessioni rendendo i piccoli allievi tutori futuri di cittadinanza “attiva”. Nelle nostre scuole vengono svolte le seguenti azioni di sensibilizzazione.
“La nozione di istruzione e formazione permanente non rappresenta più semplicemente un aspetto della formazione generale e professionale, ma deve diventare il principio informatore dell’offerta e della domanda in qualsivoglia contesto dell’apprendimento.”[1] Il Memorandum sull’istruzione e la formazione permanente, seguito al Consiglio europeo di Lisbona del 2000, mette in evidenza l’importanza di una formazione in servizio che sia per tutta la vita. In effetti, per le continue e veloci trasformazioni cui sono sottoposte la cultura e la società odierne, oggi è più che mai richiesto agli insegnanti di rivedere e ripensare continuamente la propria professionalità, da un lato per rispondere adeguatamente alle esigenze e ai bisogni sempre nuovi di alunni diversi anche per provenienza e cultura, dall’altro per abbandonare modelli di trasmissione del sapere ormai obsoleti. L’aumento vertiginoso delle conoscenze in ogni campo del sapere e lo sviluppo incessante e imprevedibile delle tecnologie inducono infatti ad abbandonare un modello di scuola che prepari al domani attraverso un bagaglio determinato e finito di conoscenze, a favore di una formazione che sappia attivare competenze tali da permettere ai discenti di essere artefici e costruttori del proprio sapere, nel corso della vita presente e futura, per affrontare l’incertezza di una realtà in continuo cambiamento e orientarsi nella miriade di informazioni che li attorniano grazie alla sempre maggior diffusione dei media. Gli insegnanti del IV circolo riconoscono la necessità di approfondire periodicamente i propri saperi disciplinari e di riqualificare le conoscenze specifiche della propria professione (psicologiche, pedagogiche, didattiche, …) alla luce delle più attuali ricerche, utilizzando le nuove tecnologie di informazione e di comunicazione. Tali esigenze sono oggi rese ancor più pressanti dalle innovazioni introdotte dalla legislazione e dalle modifiche ordinamentali. “La formazione costituisce una leva strategica fondamentale per lo sviluppo professionale del personale, per il necessario sostegno agli obiettivi di cambiamento, per un’efficace politica di sviluppo delle risorse umane.”[2] Le iniziative di formazione in servizio promuovono la crescita professionale di ciascun insegnante rispondendo ad esigenze differenti: · l’accompagnamento delle modifiche istituzionali (la costruzione del curricolo, la reintroduzione dei “voti numerici”, …); · le particolari necessità delle scuole (in particolare l’attenzione al diverso e alle diverse abilità: Bisogni Educativi Speciali, Disturbi Specifici dell’Apprendimento, intercultura e inserimento di alunni stranieri, …); · il sostegno allo sviluppo professionale del singolo insegnante (didattica disciplinare, apprendimento della lingua straniera, …). L’aggiornamento diviene così, per gli insegnanti, “una “forma mentis”, un’apertura verso il nuovo, un interesse verso il cambiamento che si accresce con l’accrescersi delle conoscenze, un’ansia tesa al miglioramento che deve caratterizzare tutta la vita professionale”[3] tenendo conto della necessaria integrazione di canali formali (corsi, seminari, convegni, testi, …) ed informali (giornali, cinema, concerti, partecipazione ad eventi culturali …) perché il docente sia al tempo stesso fruitore e produttore di cultura. Si integrano quindi iniziative differenti per modalità organizzative e livello d’impegno richiesti: dalle forme tradizionali dei corsi e dei convegni alle diverse tipologie di laboratorio (simulazioni, esercitazioni, …), all’uso di nuove tecnologie (materiali multimediali, apprendimento on-line, …), dalla semplice fruizione di lezioni o lettura di testi alla riflessione attraverso ricerche assistite da esperti, esperienze di autoanalisi, gruppi di studio e miglioramento. Modalità di formazione che confluiscono necessariamente nel miglioramento delle pratiche didattiche attraverso la continua e ricorrente riflessione-in-azione che fa dell’insegnante un “professionista riflessivo” (Schön) che ripensa la propria esperienza alla luce della teoria e che riformula i principi alla luce delle pratiche della quotidianità, analizzando la “ricaduta” della propria formazione sulla qualità degli apprendimenti degli alunni.
Per valutazione si intende l’atto di assegnare valore a qualcosa, l’espressione di un giudizio di merito, al fine di formulare una classifica, una graduatoria … ma anche e soprattutto per poter prendere decisioni ponderate. Si tratta quindi di formulare un giudizio sulla base della raccolta, analisi e interpretazione di informazioni, è quindi una attività di riflessione, di confronto, di ricerca.
Nella didattica, accanto all’aspetto, più prettamente docimologico, della valutazione dei risultati dell’apprendimento del soggetto in formazione, si sottolinea oggi l’importanza dell’analisi dei processi messi in atto, esaminando quindi una serie di variabili: risorse, contesto, procedure, … secondo un approccio sistemico che valuti il servizio nel suo insieme. Lo scopo è modificare, migliorare, correggere eventuali errori passando dal piano dell’apprendimento degli allievi a quello dell’apprendimento dell’intera organizzazione. “La valutazione è l’altra faccia dell’autonomia. Infatti in un sistema scolastico autonomo non vengono date prescrizioni minute da seguire, di cui si controlla il rispetto formale, ma si definiscono obiettivi e standard di cui si verifica il conseguimento, lasciando alle scuole ed ai docenti ampi margini di decisione per quanto riguarda l’organizzazione didattica.”[4] Il DPR 8 marzo 1999, n. 275 dispone infatti che ogni scuola possa progettare in modo autonomo i propri percorsi formativi rispettando da un lato le norme generali sull’istruzione stabilite a livello nazionale e dall’altro le esigenze del contesto culturale, sociale ed economico della realtà locale, quelle dei singoli alunni, espresse anche attraverso le scelte e le richieste dei genitori, rendendo conto di ciò (accountability) alle famiglie, agli allievi, alla società nel suo complesso grazie a processi di valutazione e di autovalutazione. “La valutazione precede, accompagna e segue i percorsi curricolari. Attiva le azioni da intraprendere, regola quelle avviate, promuove il bilancio critico su quelle condotte a termine. Assume una preminente funzione formativa, di accompagnamento dei processi di apprendimento e di stimolo al miglioramento continuo.”[5] “Alle singole istituzioni scolastiche spetta poi la responsabilità dell’autovalutazione, che ha la funzione di introdurre modalità riflessive sull’intera organizzazione dell’offerta educativa e didattica della scuola, ai fini del suo continuo miglioramento, anche attraverso dati di rendicontazione sociale o dati che emergono da valutazioni esterne.”[6] Nel sistema dell’autonomia la responsabilità della qualità della scuola è anche e soprattutto dei suoi “attori” (docenti, dirigenti, ATA, alunni, genitori, …), in questo senso si può dire che la valutazione, quindi, non riguarda solo gli alunni ma tutto il sistema.[7] Nella scuola la “qualità totale” così come definita in ambito aziendale sarebbe fuori luogo, mentre è più opportuno tendere a livelli ragionevoli e sostenibili di qualità.
Nell’ambito della valutazione degli apprendimenti si distingue tra valutazione diagnostica, valutazione formativa e valutazione sommativa. Per valutazione diagnostica si intende quella che permette una vera e propria analisi e diagnosi dei prerequisiti cognitivi e affettivo-motivazionali degli alunni, è un’azione che si compie di solito all’inizio di un’attività formativa (all’inizio dell’anno scolastico, ma anche prima di intraprendere un singolo segmento, un’unità didattica o un’unità di apprendimento) e ne permette la successiva corretta implementazione. È detta anche prognostica o predittiva e può rinforzare le decisioni di orientamento e di adattamento. La valutazione formativa è quella che accompagna, per così dire, il processo di insegnamento-apprendimento, fornendo le informazioni necessarie per adeguare le proposte didattiche alle esigenze man mano verificate in un’ottica di miglioramento della qualità della formazione, assume quindi la funzione di fondare decisioni pedagogiche, divenendo una sorta di regolazione dell’azione didattica. È estranea a queste prime due forme di valutazione la funzione fiscale che invece spesso tradizionalmente accompagna la valutazione. La valutazione sommativa risponde a una esigenza di bilancio consuntivo di quanto appreso, in altre parole consente di verificare il possesso da parte degli alunni delle conoscenze, delle abilità, delle competenze considerate. Permette altresì di ricavare indicazioni per un’eventuale revisione del processo attuato. Dopo un periodo di enfatizzazione del “testing”, oggi va diffondendosi in campo internazionale un atteggiamento critico nei confronti dei metodi di valutazione prettamente docimologici, ci si chiede se sia effettivamente possibile misurare in modo oggettivo gli apprendimenti e, soprattutto, quanto ciò sia utile e cosa valuti realmente. L’insieme delle critiche è sfociato in quello che viene denominato movimento per la valutazione autentica, corrente di studi nata negli Stati Uniti alla fine degli anni ’90 in contrapposizione alla valutazione tradizionale che in quel contesto era basata soprattutto sull’uso di test standardizzati, in particolare domande a scelta multipla. Questo tipo di verifiche permette in realtà solo di accertare la capacità di riprodurre la conoscenza, ma non quella di costruirla né di applicarla in situazioni reali. La valutazione autentica si propone invece di valutare la costruzione e lo sviluppo della conoscenza e la capacità di applicazione reale della conoscenza posseduta contrapponendosi alla valutazione tradizionale, definita “inautentica” per la reiterata “decontestualizzazione” delle conoscenze. È “fondata su una prestazione reale e adeguata dell’apprendimento”[8] che risponde alle esigenze di un apprendimento significativo e situato in linea con le recenti teorie sull’insegnamento. In pratica si tratta di valutare ciò che l’alunno sa fare con ciò che sa, se e come sa generalizzare, trasferire, utilizzare la conoscenza, quindi la sua competenza.
Nel Circolo in questo ambito sono previste diverse azioni: 1. la valutazione degli apprendimenti degli alunni; 2. il monitoraggio e la valutazione dei diversi progetti compresi nel POF; 3. l’autovalutazione di istituto.
In seguito all’emanazione, nel settembre 2007, da parte dell’allora Ministero della Pubblica Istruzione, delle Indicazioni per il curricolo, gli insegnanti della scuola primaria del circolo si accordano sugli indicatori da utilizzare per la valutazione di ciascuna disciplina e del comportamento, nel monoennio (classe prima), nel I biennio (classi seconda e terza) e nel II biennio (classi quarta e quinta). Si riportano, come esempio, gli indicatori previsti, nell’a.s. 2008/2009, per la valutazione delle competenze in Italiano e per la valutazione del comportamento.
ITALIANO Monoennio Comprende, ricorda e riferisce i contenuti essenziali dei testi ascoltati. Scrive semplici testi relativi al proprio vissuto. Legge, comprende e memorizza brevi testi di uso quotidiano. Utilizza tecniche di lettura. Rispetta le convenzioni di scrittura conosciute. I biennio Partecipa a scambi comunicativi attraverso messaggi semplici in un registro adeguato. Legge testi di vario genere, ne individua il senso globale e le informazioni principali. Sviluppa gradualmente abilità linguistiche funzionali all’esposizione. Produce testi legati alle diverse occasioni di scrittura. Svolge attività di riflessione linguistica. II biennio Partecipa a scambi comunicativi attraverso messaggi chiari e pertinenti in un registro adeguato. Legge testi di vario genere, ne individua il senso globale e/o le informazioni principali. Produce e rielabora testi legati alle diverse occasioni di scrittura. Estrapola dai testi scritti informazioni funzionali allo studio. Svolge attività esplicite di riflessione linguistica.
COMPORTAMENTO Monoennio Cura la propria persona, il materiale proprio e quello altrui. Si assume le proprie responsabilità in diversi contesti educativi. Mette in atto comportamenti di autonomia. Rispetta le regole convenute. Attiva atteggiamenti di ascolto/conoscenza di sé e di relazione positiva nei confronti degli altri. I biennio Rispetta le regole convenute. Si assume le proprie responsabilità in diversi contesti educativi. Mette in atto comportamenti di autonomia. Attiva atteggiamenti di ascolto/conoscenza di sé e di relazione positiva nei confronti degli altri. Valorizza le potenzialità del gruppo di lavoro, assumendo un ruolo positivo all’interno del gruppo classe. II biennio Rispetta le regole convenute. Si assume le proprie responsabilità in diversi contesti educativi. Valorizza le potenzialità del gruppo, assumendo un ruolo positivo all’interno del gruppo classe e delle diverse comunità di vita.
Tali indicatori sono riportati nel Documento di valutazione e vengono utilizzati come riferimento per la stesura di rubriche di valutazione con le quali si vorrebbero armonizzare le “votazioni quadrimestrali numeriche”, previste dalla recente normativa, con la “filosofia” della valutazione autentica. Le rubriche di valutazione sono infatti scale di abilità che permettano di leggere ed interpretare, oltre al livello di conoscenza acquisito, anche alcune peculiarità del modo di apprendere di ciascuno insieme alla capacità di utilizzare i saperi “in situazione”. Si presenta, come esempio, la rubrica di valutazione di Italiano per la classe quarta:
Anche per la valutazione del comportamento, espressa con giudizio sintetico, si è stilata un’apposita rubrica:
Periodicamente gli insegnanti della scuola primaria concordano modalità e criteri per assicurare omogeneità, equità e trasparenza alla valutazione e stabiliscono prove comuni di diversa tipologia, non solo di oggettive e adeguate alle reali capacità, abilità e competenze degli alunni delle diverse classi.
In parallelo gli insegnanti di scuola dell’infanzia si confrontano per individuare modalità omogenee per la raccolta delle osservazioni sistematiche da utilizzare per la valutazione nei diversi momenti dell’anno scolastico. Nell’ambito dell’autovalutazione si prevedono momenti di verifica della soddisfazione e del gradimento degli utenti, anche attraverso la collaborazione degli alunni e dei loro familiari, per individuare e analizzare punti di forza e di debolezza del servizio scolastico e avviare successive azioni di miglioramento del servizio formativo in base alle criticità rilevate, anche attraverso l’analisi e il trasferimento di buone pratiche. Inoltre per ciascuno dei progetti inseriti nel POF sono previste delle azioni di monitoraggio che permettono di vigilare sul succedersi delle attività previste nel rispetto delle scadenze e una valutazione finale riguardo agli esiti di apprendimento degli alunni, alla soddisfazione degli operatori impegnati e al gradimento delle famiglie. Si tratta di una valutazione sia del processo che del risultato attraverso documentazioni, osservazioni, comparazioni con altre esperienze. Lo scopo è valutare complessivamente l’esperienza, tenendo conto dell’organizzazione d'insieme, dell’uso dei tempi, dell’impiego efficiente delle risorse, della coerenza con le finalità e della congruenza dei risultati con gli obiettivi prestabiliti. Si allega, come esempio, una griglia di valutazione dei progetti.
GRIGLIA DI VALUTAZIONE PROGETTI
INDICATORI DI QUALITÀ
RISULTATI· Cambiamenti rispetto alla situazione di partenza (relazioni sociali, interiorizzazione delle regole, tolleranza, accoglienza, …)
· Raggiungimento/conseguimento di obiettivi didattici (competenze trasversali, obiettivi specifici di alcune discipline)
VISIBILITÀ· Famiglie
· Circolo
· Territorio
INNOVAZIONE· Metodologia
· Contenuti
· Strumenti
Numero degli insegnanti coinvolti ……
Numero degli alunni coinvolti ……
Numero insegnanti degli che hanno effettivamente partecipato ……
[1] Commissione delle Comunità Europee, Memorandum sull’istruzione e la formazione permanente, Bruxelles 30.10.2000 [2] CCNL Scuola 2006-2009, art. 63 comma 1. [3] Dall’intervento dell’allora Ministro della Pubblica Istruzione Giuseppe Fioroni ai responsabili della CEI il 5 marzo 2007. [4] P. CALIDONI, Progettazione, organizzazione didattica, valutazione nella scuola dell’autonomia, Editrice La Scuola, Brescia 1999, pag. 87. [5] MPI, Indicazioni per il curricolo per la scuola dell’infanzia e per il primo ciclo di istruzione, Roma, settembre 2007 [6] MPI, Indicazioni per il curricolo per la scuola dell’infanzia e per il primo ciclo di istruzione, Roma, settembre 2007 [7] P. CALIDONI, Progettazione, organizzazione didattica, valutazione nella scuola dell’autonomia, Editrice La Scuola, Brescia 1999, pag. 87. [8] M. Comoglio, Il portfolio dello studente, in Puntoedu Indire Formazione DL 59, http://puntoeduri.indire.it/formazionedl59/ Ç
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